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S.E. Gennaro PASCARELLA
 
 

Vescovo della Diocesi Ariano Irpino-Lacedonia

"L'uomo cerca di obbedire al comando del Signore di coltivare la terra.."

"Fra poco io benedirò quest'opera, o meglio non benedirò io, chiederò la benedizione di Dio per quest'opera. Certamente queste opere sono frutto dell’'ingegno dell'uomo, quando l'uomo cerca di obbedire a quello che dice la Bibbia, al comando del Signore dì coltivare la terra, di dominarla, non nel senso di sfruttarla, di inquinarla, ma di metterla al servizio dell’uomo. Certamente, dicevo, di questo non si può non gioire. Ecco allora più che dire tante parole, io vorrei con voi, chiedere al Signore che quest'opera possa servire per tutti e non solo per qualcuno, possa essere a servizio dì tutto questo territorio.

" Dopo il taglio del nastro tricolore, eseguito da una bambina di anni sette, De Lia Veronica , S. E. il Vescovo Pascarella, rivolgendo lo sguardo e l'attenzione verso le acque dell'invaso, assistito dal Vicario Monsignor Antonio Blundo e dal parroco di Castel Baronia Don Antonio Di Salvo, ha svolto il rito della benedizione delle opere e delle acque. Quindi Monsignor Antonio Blundo ha dato lettura di un passo della Sacra Bibbia e più precisamente del sermone dal libro dei Numeri "le acque di Meriba" che appunto ci parla della comunità dei figli di Israele che, arrivata nel deserto del Sin, si ammutinò contro Mosè ed Aronne in quanto questi li avevano condotti dove non c'era acqua. Allora Mosè e suo fratello Aronne si recarono all'ingresso del Tabernacolo di convegno e si prostrarono con la faccia a terra e la gloria del Signore apparve e loro. Il Signore disse a Mosè di adunare la comunità e alla loro presenza di dire alla rupe di far sgorgare le acque per dare da bere alla moltitudine di gente e al bestiame.
Mosè obbedì, dimostrando la santità del Signore in mezzo ai figli d'Israele che contesero con il Signore. L'insegnamento biblico che ne deriva sta appunto nel fatto che il Signore e grande e non abbandona mai i propri figli; anche in mezzo al deserto fa sgorgare l'acqua fonte di vita.Di poi, il parroco di Castel Baronia Don Antonio Di Salvo ha invocato la benedizione del Signore sulle opere e sulle cose del creato.

Infine S.E. il Vescovo ha invitato i fedeli a rivolgersi al Signore, recitando il Padre nostro e questa preghiera di ringraziamento:

"Grazie a te o Dio, nostro Padre che nell’ acqua, tua creatura, ci hai aperto il grembo della vita.Grazie a te, per l’ Onda che irriga, il lavacro che purifica, la bevanda che disseta, il fonte della nostra rinascita Cristo tuo figlio. Fà o Signore che ogni uomo possa sempre godere di questo refrigerio e conservando, limpida e casta l’ opera della creazione, veda in essa il riverbero della tua
bontà ed un invito costante alla purezza del corpo e dell'anima.
Per Cristo nostro Signore. Amen."

Il Signore Misericordioso per intercessione di Maria, nostra Madre Regina rivolga su di voi e su questa diga il suo sguardo. vi liberi da ogni pericolo e vi aiuti nel tempo opportuno”. Aspergendo l'acqua benedetta, il Presule ha impartito la benedizione dicendo: "E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e su questa diga e con voi rimanga sempre”.

 
 
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