Comune di Castel Baronia
 

Fernando Bianco

 
 
DATA PUBBLICAZIONE
13/10/2010
 

Presidente Regionale WWF Campania

“Un’oasi è prima di tutto salvaguardia di un territorio, tutela della biodiversità,
mantenimento di paesaggi e valori naturali, ma non solo”

Effettivamente il binomio forte emerso qui oggi e.” Acqua e vita”. La vita, chiaramente, è per tutta la natura.
Qui noi abbiamo il progetto del WWF che si chiama: “Oasi WWF”‘.

Il termine “Oasi ” nel nostro immaginario evoca luoghi lontani, esotici, spesso irraggiungibili. Un’Oasi è un rifugio che presuppone sempre il deserto. Ma il deserto c ‘è anche dietro casa ed è quello creato dall’uomo:cemento, asfalto, metallo. Così come esistono luoghi ancora “selvaggi” sopravvissuti alla distruzione, che sembrano appartenere ad altri spazi, ad altri tempi..

Il W’WF’ in Italia è nato nel 1966. Le Oasi WWF nascono con l’Associazione. Fu proprio un ‘Oasi a segnare una pagina importante nella storia della Sezione Italiana del WWF: un gesto coraggioso di un gruppo di volontari,, l’affìtto nel 1967 del Lago ai Burano, in Maremma, strappato ai cacciatori, che traccio la strada
per il futuro. Ma se le prime Oasi nacquero per salvare luoghi a rischio, nel tempo le acquisizioni hanno seguito una strategia più ampia e più adeguata ai tempi. E non solo in termini di conservazione.

L’oasi è prima di tutto salvaguardia di un territorio, tutela della biodiversità, mantenimento di paesani e valori naturali, ma non solo. E’ una presenza sul territorio che offre occasioni di educazione, svago, approfondimento delle conoscenze: e una finestra dalla quale osservare e migliorare quello che accade intorno. Il successo di questa scelta di campo non si misura soltanto con i numeri raggiunti in questi anni, lo dimostrano anche gli affidamenti che Stato e Regioni continuano ad offrire al WWF.

Non solo Associazione, quindi, ma oggi Ente gestore riconosciuto, che con un grande impegno in termini di risorse umane e finanziarie, di rischi e di investimenti ha portato alla tutela di aree di valore straordinario: dalle zone umide alla fascia costiera, dagli ambienti boschivi planiziali alle aree marine; grazie alle Oasi, si e rallentato il declino pericoloso di animali rari come la lontra, il cervo sardo, molti uccelli acquatici,.

L’esistenza di un Oasi ha permesso e permette la tutela di un tassello di territorio che sarebbe andato perduto o avrebbe subito azioni di degrado anche irreversibili. La gestione di questi patrimoni prevede la realizzazione di interventi finalizzati alla conoscenza, all’educazione, alla sensibilizzazione, alla formazione, all’affermazione di una cultura protezionista e ambientalista; di tutto ciò, l’Oasi e di ventata la “scuola ” più efficace e a portata di tutti.

Molte delle forme di fruizione oggi in uso sono state inventate e sperimentate nelle Oasi WWF: dai primi capanni per l’osservazione dell’avifauna ai sentieri natura, dalle aree aree faunistiche ai percorsi entomologici, dai giardini botanici, agli stagni didattici. L’Oasi è un laboratorio all’aperto” dove affrontare e approfondire argomenti di botanica, zoologia, geologia, ecologia e conservazione delle risorse naturali.

Così come è insostituibile il ruolo delle Oasi per la ricerca scientifica, promossa dalle Università o da singoli ricercatori.

Non va poi dimenticata la sperimentazione sul recupero e la riqualificazione degli habitat, che hanno aperto la via ad interventi di salvaguardia e ricostruzione. Anche lo sviluppo di attività produttive e compatibili come l’agricoltura biologica, fanno parte di questo disegno.

Che poi non è altro che l’esempio in piccolo di come un ‘area protetta e un nuovo e possibile modello di sviluppo. E ‘ in questa direzione, che la scelta degli operatori ha avuto un ‘evoluzione. Non solo personale cresciuto nella scuola WWF, ma anche giovani locali, spesso riuniti in cooperative di servizio.

Con un pizzico di presunzione possiamo affermare che le Oasi WWF sono una tessera importante del mosaico delle are protette italiane.

Un contributo alla salvaguardia di angoli naturali del Bel Paese, un messaggio di disponibilità, un monito e un sollecito a chi è delegato a farlo. Il territorio protetto in Italia nelle 103 oasi del WWF è dì circa 32. 000 ettari, di cui 14 in Campania per 3 751 ettari (dati gennaio 2000), nel 2001 saranno 134.
Le nostre 14 Oasi in Campania sono: Persona (SA) ( ambiente umido – 110 ha), la Riserva naturale degli Astratti (N A )( boschivo -247 ha). Polveracchio (SA – AV montano – 650 ha). Bosco di S. Silvestre (CE) (boschivo ~ 76 ha). Grotte del Bussento (SA) (vario -207 ha). Parco regionale di decimare (SA) (vario -220 ha) Bosco le Tori’ (NA) (boschivo – 20 ha), Parco monumentale di Baia (NA) (vario – 12 ha). Monte Barbamssa di Capri (NA) (boschivo – 6 ha). Gole del Calore di Felino (SA) (umido – 150 ha). Lago di Gonza (A V) (umido – 1000 h, Monte Accellica (SA) (montano- 843 ha), l’Oasi del Voscone (SA) (boschivo – 100 ha). Bosco di Camerino (SA) (boschivo – 110 ha).

La Campania è in pole position per le oasi WWF insieme al Lazio. Infatti il Piemonte ne ha solo 9, la Lombardia ne ha 6. Ciò per dire qual è la forte vocazione in Campania per la protezione dell’ambiente, per le oasi. senza considerare i parchi.”