Comune di Castel Baronia
 

Paolo di Berardino

 
 
DATA PUBBLICAZIONE
13/10/2010
 

Direttore Vicario Servizio Nazionale Dighe – Roma

” …quest’opera, fornendo acqua, avrà un grande valore per la popolazione e, per tutti i suoi aspetti positivi, ne migliorerà il tenore di vita”

Ringrazio per questa occasione che mi consente di poter esprimere rapide considerazioni sulla diga dell’Ufìta e più in generale sui serbatoi artificiali e mi piace raccogliere una riflessione fatta dal Presidente Gambacorta quando dice che l’umanità ha assistito al susseguirsi continuo di modelli di sviluppo dovuto al progresso incalzante, nel senso più ampio della parola.

E quindi si è passati dall’età della pietra all’età del ferro: si è passati dalla rivoluzione dell’agricoltura, a quella dell’industria, alle grandi scoperte delle macchine, della radio, del telefono, della televisione, del computer e siamo arrivati alla civiltà, all’era informatica. con l’accesso ad internet questa grande rete che permette scambi e colloqui a livello internazionale, la “globalizzazione” famosa.

Sta di fatto, osservava il Presidente, che qualunque sia il modello perseguito, permane sempre una necessità immutata e cioè quella di assicurare all‘uomo le condizioni favorevoli di vita. Il che significa il rispetto dell’ambiente, un’alimentazione sana e una coscienza della propria radice culturale e direi che per questi aspetti, che soddisfano a questa necessità immutata, l’Italia è particolarmente fortunata, perchè è dotata di bellissime coste. ( ne abbiamo circa 7.000 km), di montagne e di vallate di bellezza riconosciuta ovunque e, non per ultimo, ha un patrimonio archeologico e artistico che è valutato circa il 50% del patrimonio esistente sull’intero pianeta terra. Quindi le possibilità future dell’Italia sono veramente notevoli e, per soddisfare questa necessita, cui facevo cenno, certamente danno un contributo sensibile i serbatoi artificiali, in quanto consentono di approvvigionare l’acqua che è fonte prima di vita.

Non so se avete letto i giornali in questi giorni su Marte è stata scoperta una pozzanghera (sembra vi sia dell’acqua), e questo è un segno che anche su Marte e ‘è una forma dì vita. magari nelle forme più semplici, più embrionali.

L’acqua nei serbatoi ha vari tipi di utilizzazioni: può essere a uso irriguo, come nel caso del torrente Macchioni, può essere ad uso potabile, idroelettrico, industriale e può servire per la laminazione delle piene. I serbatoi fanno automaticamente una funzione di laminazione delle piene, cioè regolano i deflussi naturali.

Quando ci sono forti precipitazioni incamerano acqua e poi la ridistribuiscono lentamente a valle, proteggendo le zone di valle. Quindi nel caso della diga Macchioni, è stato compiuto un primo passo importantissimo cioè quello di realizzare la diga.

Adesso ugualmente importante è quello di curarne la successiva evoluzione, cioè l’esercizio, la fase degli invasi sperimentali che è particolarmente delicata e questo deve essere fatto attraverso un controllo continuo, mediante interventi manutentori continui. Spesso quello che si nota dall’osservatorio del Servizio Dighe è che mentre ci sono i soldi a volte per realizzare queste opere, poi quando si verificano problemi anche modesti, la sostituzione di un apparecchio di misura o un piccolo intervento su una pendice non si hanno disponibilità per poter intervenire. Allora il Servizio è costretto a ridurre le quote di invaso fino a eventualmente revocarlo, proprio per la salvaguardia della pubblica incolumità. Quindi molto importante, segnalavo al Consorzio, è il seguire con la massima attenzione questo serbatoio sotto la sorveglianza del Servizio Nazionale Dighe.

Una piccola curiosità:l’Italia è forse il paese più “dighizzato”, cioè con densità di dighe più elevato del mondo, nel senso che vi sono circa 10.000 serbatoi in Italia. Di questi 10.000 serbatoi, 550 sono considerati grandi serbatoi, ovverosia hanno più di 1.000.000 di metri cubi di invaso o più di 15 m di altezza. Questi 550 serbatoi da soli possono immagazzinare 13 miliardi di metri cubi di acqua. Il più grande serbatoi in Italia è la diga del Tirzio in Sardegna che è capace di immagazzinare 700 milioni di metri cubi, circa mille volte il serbatoi del Macchioni. Questo però non vuole sottovalutare questo serbatoi perché i serbatoi tanto più sono piccoli tanto più svolgono una funzione direi efficiente, perché s’inseriscono nel tessuto del territorio determinano un miglior impatto, influiscono meno sui climi, non provocano terremoti, indotti come succede nelle grandissime dighe. In Italia per fortuna i serbatoi sono medio-piccoli; basti pensare che la diga di Assuan in Egitto da sola immagazzina 150 miliardi di metri cubi, cioè dieci volte il volume complessivo di tutti i serbatoi italiani.

Quindi direi confermo il fatto che mi raccomando per quello che riguarderà l’esercizio del serbatoi e sono sicuro che quest’opera farà valere per la popolazione e, per tutti i suoi aspetti positivi, ne migliorerà il tenore di vita e fornendo acqua che, ripeto, è fonte di prima esistenza”.