Comune di Castel Baronia
 

Storia

Il comune di Castel Baronia è situato su una ridente zona collinare a 639 slm.
Conta 1220 abitanti e dista da Avellino, capoluogo della provincia, 59 Km.Ha una estensione di Kmq. 15,34.
Confina a Nord con S. Nicola Baronia, ad Est con Trevico e Carife, a Sud con Sturno e ad Ovest con Flumeri.Il territorio ha una orografia piuttosto accidentata ed impervia, pianeggiante solo a valle lungo la riva destra del fiume Ufita e la zona montana è, per larga parte, coperta da flora mediterranea.

L’economia è prevalentemente agricola, le principali culture sono il frumento, il tabacco e ortaggi; rinomata, per qualità ,è la produzione di olio di oliva.Pochi operai sono occupati nella fabbrica di autobus della ex FIAT IVECO già IRIBUS, ubicata a Valle Ufita, a pochi chilometri,da Castel Baronia nel territorio del Comune di Flumeri.

I rapporti umani sono del tipo primario, in quanto gli abitanti oltre ad essere legati da amicizia sono apparentati spesso da vincoli di sangue.

Le origini di questo piccolo centro irpino sono di incerta datazione;infatti i reperti archeologici, che affiorano nell’agro del Comune e soprattutto lungo il fondo valle, fanno pensare ad insediamenti remoti in una zona che dovette occupare, nel sistema viario romano ed in quello medioevale, una rimarchevole posizione, tanto da essere un naturale tramite tra le popolazioni dell’Abruzzo, del Lazio, della Puglia, della Basilicata e della Campania.

Notizie più sicure risalgono alla dominazione normanna, epoca in cui ebbe notevole rilevanza la Baronia di Vico con le sue rocche di Carife, Castello, S. Nicola, S. Sossio e Zungoli, divenute in breve tempo casali di Vico, in forza anche di una politica espansionistica adottata dai marchesi Loffredo per tutto il 1500, a cominciare da Ferdinando I°.

La data più certa, che costituisce una pietra miliare nella storia di Castel Baronia, è il 2 febbraio 1137, giorno nel quale si fa risalire il miracoloso ritrovamento della sacra icona della Madonna delle Fratte in un punto chiamato Valle, dove sorgeva un monastero di Verginiani.

Nello stesso periodo Riccardo, signore di Trevico, donò a quel monastero una chiesa dedicata a S. Giovanni Battista ed una borgata chiamata Acquara.

Più tardi però il terremoto del 1638 distrusse il monastero e Trifone De Ponte, duca di Flumeri e signore di Castel Baronia, aiutò, con tutti i mezzi i monaci a costruirne uno nuovo in altra località più vicina al paese col titolo di S. Giovanni in Valle che fu consacrato l’8 maggio 1642.

Da questo momento storico molte sono le notizie pervenuteci, anche se gran parte di esse continuano a ruotare intorno a conventi, chiese e donazioni, oppure a guerre, pestilenze, terremoti in un avvicendarsi di famiglie di nobili e potenti, che esercitarono il loro dominio su di una operosa popolazione dedita alla vita dei campi e il paese seguì le sorti della Baronia di Vico ed ebbe gli stessi dominatori.

A testimoniare l’atavica religiosità del popolo di Castel Baronia restano ancora alcune chiese ed in modo particolare la festività di Santa Maria delle Fratte, che si celebra ogni anno il 2 febbraio a ricordo indelebile del ritrovamento della sacra Icona, attualmente custodita nell’omonimo santuario in un’artistica cornice in bronzo, opera dello scultore padre Andrea Martini nato in Castel Baronia e benedetta in S. Pietro da S.S. Paolo VI il 28 giugno 1967.

 

11/10/2010